Il Musei Civici agli Eremitani

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Spesso, chi visita Padova ha negli occhi la magnificenza della Cappella degli Scrovegni. Ma proprio lì accanto, in Piazza Eremitani, sorge un complesso museale che merita di essere scoperto non solo per le opere che custodisce, ma per la straordinaria architettura che lo ospita.

Per gli ospiti di Casa al Carmine, i Musei Civici agli Eremitani rappresentano una tappa fondamentale: un luogo dove il Medioevo incontra il design moderno, e dove la storia della città si svela in un percorso affascinante.


Un Complesso Unico: Dialogo tra Antico e Moderno

Il fascino del Musei Civici agli Eremitani risiede nella sua struttura. Non è un semplice edificio, ma un insieme organico di fabbricati di epoche diverse: l’Arena Romana, le case a schiera medievali, la Basilica degli Eremitani e la Cappella degli Scrovegni.

A tenere insieme questo mosaico storico è il magistrale intervento dell’architetto Franco Albini, che ha progettato i nuovi fabbricati (l’ingresso e la Nuova Pinacoteca) utilizzando materiali moderni come l’acciaio e il cemento armato. Ha così creando un dialogo rispettoso ed elegante con il passato.

Passeggiando tra gli spazi, noterete due anime distinte nei chiostri dell’ex convento:

  • Il Chiostro Maggiore: Poiché non fu danneggiato dai bombardamenti bellici, è stato restaurato valorizzando la struttura originale antica. Qui, tra le arcate storiche, si trovano le sale del Museo Archeologico.
  • Il Chiostro Minore: Qui l’architettura si fa moderna. Le parti andate distrutte (il fronte orientale e il portico) sono state ricostruite da Albini con una struttura in profili di acciaio Corten (dal caratteristico color ruggine) e grandi vetrate.

Una doppia scala metallica, vero tocco di design, collega il chiostro ai piani superiori, dove la luce inonda gli spazi grazie alle vetrate di cristallo temperato.

Le Collezioni: 

Il nucleo originario del museo nasce dalle collezioni di enti religiosi soppressi e dalle donazioni di grandi padovani come l’abate Furlanetto e Andrea Gloria. Oggi, il percorso si divide in due grandi aree.

1. Il Museo Archeologico: 

Situato al piano terra e accessibile dal suggestivo Chiostro Maggiore, il Museo Archeologico non è una semplice raccolta di “vecchie pietre”, ma un racconto vivo delle origini della nostra città e del territorio veneto.

Il percorso espositivo si snoda attraverso diverse epoche, offrendo ai visitatori scoperte sorprendenti:

  • La Padova Pre-Romana: Le prime sale sono dedicate alla civiltà dei Veneti antichi. Qui potrete ammirare le stele funerarie, le armi e i gioielli che raccontano la vita quotidiana e i riti di una popolazione famosa per l’allevamento dei cavalli.
  • L’Epoca Romana (Patavium): Padova fu una delle città più ricche dell’Impero Romano e il museo ne conserva testimonianze preziose. Tra i reperti più affascinanti spiccano i mosaici pavimentali, le statue e le iscrizioni che decoravano la città antica.
    Curiosità da non perdere: Cercate la tomba del gladiatore, un reperto raro che ci parla degli spettacoli nell’antica arena (i cui resti sono visibili proprio nei Giardini dell’Arena, a due passi dal museo).
  • La Collezione Egizia: Una vera perla del museo è la sezione dedicata all’antico Egitto. Gran parte di questi reperti arrivò a Padova grazie alle avventure del celebre esploratore padovano Giovanni Battista Belzoni (“Il Grande Belzoni”). Tra statue della dea Sekhmet, stele e piccoli ushabti, vi sembrerà di essere trasportati sulle rive del Nilo.
  • Il Lapidario: Proseguendo nel percorso, il Lapidario allestito nel chiostro minore, raccoglie frammenti architettonici e iscrizioni che vanno dal Medioevo fino alla caduta della Repubblica di Venezia.

2. La Pinacoteca: 

Salendo al primo piano del Musei Civici agli Eremitani, negli spazi luminosi e moderni ripensati dall’architetto Albini, si apre davanti ai visitatori uno dei percorsi artistici più completi del Veneto.

La Pinacoteca del Museo d’Arte Medioevale e Moderna custodisce oltre 3000 opere, offrendo una panoramica straordinaria che va dal Trecento fino alle soglie dell’Ottocento.

Ogni sala è un capitolo di storia dell’arte che merita di essere letto con calma:

  • Il Trecento e l’eredità di Giotto:

    Il percorso inizia con il secolo d’oro di Padova. L’opera simbolo è senza dubbio la Croce dipinta da Giotto, che l’artista realizzò originariamente per la Cappella degli Scrovegni. Accanto al maestro toscano, scoprirete le schiere angeliche del Guariento, primo pittore di corte dei Carraresi, che con il suo stile inaugurò una vera e propria scuola padovana. Di grande fascino anche le opere di Lorenzo Veneziano e Giovanni da Bologna, che testimoniano il passaggio dalla pittura bizantina al gusto gotico più raffinato.

  • Il Quattrocento e il Rinascimento:

    Il secolo successivo si apre sotto il segno dell’umanesimo e dell’archeologia. Qui domina la figura di Francesco Squarcione, nella cui bottega si formò il giovane genio di Andrea Mantegna. Le opere esposte raccontano la nascita di un linguaggio nuovo, fatto di prospettiva rigorosa e amore per l’antico. Non mancano capolavori di Jacopo Bellini e Lorenzo Costa, che arricchiscono la visione di questo periodo di grande fermento culturale.

  • Il Cinquecento: I Giganti della pittura veneta:

    Questa è forse la sezione più spettacolare. Le pareti si accendono con i colori e le luci dei maestri assoluti della “Serenissima”. Potrete ammirare le opere di Tiziano Vecellio, la forza drammatica di Jacopo Tintoretto e l’eleganza scenografica di Paolo Veronese. È presente anche il Romanino, con la sua pala di Santa Giustina, e altri artisti che mostrano la ricchezza cromatica tipica della scuola veneta.

  • La Collezione Emo Capodilista:

    Una vera “gemma” all’interno del museo. Questa raccolta, donata al Comune nel 1864 dal conte Leonardo Capodilista, comprende ben 543 dipinti. È una collezione eclettica che spazia dai ritratti di famiglia a opere di Giorgione e Giovanni Bellini, fino a includere rari dipinti di autori fiamminghi e nordici come Quentin Metsys, testimonianza degli scambi culturali tra Padova e l’Europa.

  • Il Sei-Settecento e la scultura:

    Il percorso si conclude con l’arte dei secoli successivi, rappresentata dalle opere del Padovanino, dalla luce vibrante del Piazzetta e dagli affreschi staccati e le tele di Giambattista Tiepolo, ultimo grande protagonista della pittura veneziana. Lungo le sale, non dimenticate di osservare anche le sculture: dai bronzetti rinascimentali di Andrea Briosco detto il Riccio, fino alla grazia neoclassica delle opere di Antonio Canova.


Info Utili per la visita

I Musei Civici agli Eremitani si trova a breve distanza da Casa al Carmine, proprio di fronte a Palazzo Zuckermann.

Dove: Piazza Eremitani 8, Padova.
Telefono: +39 049 8204551
Orari: Tutti i giorni 09:00 – 19:00 (Chiuso i lunedì non festivi).

Regole importanti per i visitatori:

Foto: È permesso fotografare per uso personale, ma senza flash, treppiedi e senza toccare le opere.

Biglietti: Il biglietto per il Museo Eremitani include solitamente anche l’ingresso a Palazzo Zuckermann.
Se avete prenotato la visita alla Cappella degli Scrovegni, l’ingresso al museo è già compreso!


Il consiglio di Casa al Carmine Prendetevi il tempo per osservare i dettagli: il modo in cui le travi d’acciaio del soffitto si intrecciano con le mura antiche è un spettacolo nello spettacolo.

Se avete dubbi su come organizzare la vostra giornata tra i musei padovani, chiedeteci pure in reception: saremo felici di aiutarvi!